“Alògg con vista” (2001)
C’è un bell’alloggio in vendita. Il prezzo è molto
vantaggioso se non fosse che occorre onorare una “condizione” voluta
dall’anziana proprietaria che, per quelle strane trattative si avvale di un’agenzia
immobiliare. Lei vuole solo coppie
sposate, e a lei toccherà la scelta dei futuri proprietari.
Il destino vuole
che capitino proprio in quell’alloggio due singles: un professore di liceo
allegro e curioso, e una timida impiegata. Che scoprono solo in quel casuale
incontro le condizioni d’acquisto. Un alloggio così bello… peccato. Però… ci
sarà pure il modo… E il modo lo inventa, con divertita avventura il professore
che, a sorpresa, si qualifica come fidanzato della bella impiegata che, frastornata, non riesce a fermarlo: “Tempo
due mesi e saremo sposi”. I responsabili dell’agenzia li presentano però come
sposi alla proprietaria. La quale è conquistata
da una coppia così ammodo, dall’allegria dell’uno, dalla timidezza dell’altra. E
si combina l’affare. Questo nel primo atto. Cosa succederà nel secondo, a carte
ormai scoperte, non è da svelare …
“Ma solo per un anno” (2004)
Un’eredità strana. A cui possono accedere
un nipote scapolone e un’ignara insegnante di mezz’età. Non si sono mai visti
prima. Apprendono dal notaio, garante delle ultime volontà della defunta, che
se intendono ereditare il cospicuo patrimonio, occorrerà che “convolino”, almeno per un anno, in legittima
unione. Lei però ha un fidanzato, mentre
lui è da sempre ostile a qualsiasi legame. Che fare e come fare? C’è in più il
problema caratteriale che oppone i due fin dall’inizio in immediate scintille.
Intervengono rapaci il fidanzato dell’una e l’amica cara dell’altro. E’ un
affare, dicono. E quindi, con le giuste cautele…. Solo che qualcosa capita.
“Fior di carciofo” (2010).
Una ancor giovane signora giunge un
giorno nella casa di uno stimato professore universitario. Lei è sulle tracce
di un padre mai conosciuto. Dispone di
un debole indizio, che oltre tutto pare non reggere alla prova. Ma la signora
indossa una spilla a forma di fiore e in qualcuno si accende un ricordo…
“Ma che ci fanno qui tutte queste
rose?” (2012)
In una mattina che non pare diversa da tante
altre, nella peraltro già turbata serenità della famiglia Verdiani capita, in
veloce successione, tutta una girandola di cose strane: visite di parenti non
annunciate, imprevisti problemi con figli e amici di una vita e come se non
bastasse giunge pure un misterioso mazzo di rose. Chi ne è il mittente? E
perché? Se lo chiedono un po’ tutti: marito
e moglie, l’avvocato di famiglia e un’amica decisamente scombinata. Sguardi
indagatori, sospetti, gelosie a scoppio ritardato, equivoci e incomprensioni,
tra ricordi antichi e nuove rivelazioni. Un turbine di ironie e sentimenti che
nel finale scoprono il filo semplice dell’ovvia chiarezza e insieme le ragioni
dello strano subbuglio.
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